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Giudichiamo l’assurda intervista telefonica che stima gli ascolti alla radio!

Giudichiamo l’assurda intervista telefonica che stima gli ascolti alla radio!

La pubblicità alla radio ha bisogno di indagini(*) per far valutare gli ascolti e far associare correttamente al target degli utilizzatori del mezzo. Una persona ci ha confidato che l’intervista telefonica a cui ha partecipato è, a dir poco, contorta, capziosa, complicata, insensata, …e risulta esasperatamente prolungata nel tempo. 
I dati ricavati non saranno di nessuna utilità perché, alla fin fine, non esprimono coerentemente la veridicità delle informazioni rilevate.

(*) = Se vuoi conoscere le attuali direttive sulle indagini finalizzate alla rilevazione degli ascolti radiofonici in Italia FAI CLICK QUI.

24_1Cosa penseresti se, invitato a partecipare ad una intervista telefonica, ti accorgessi che le domande che ti pongono sono faziose o subdole, chiaramente indirizzate a farti rispondere in un certo modo?

Oppure se ti ponessero dei quesiti che ti costringono a ricordare minuziosamente momenti della tua vita quotidiana di cui solitamente non tieni conto?

Il prolungamento noioso e assillante delle domande… non pensi che ti indurrebbe a dare risposte a caso, senza più attenzione, precisione o sincerità?24_2

E se anche gli ultimi quesiti, assurdamente illogici, ti confermassero che l’interlocutore sta raccogliendo dati di nessuna utilità per gli scopi dell’intervista, quale sarebbe, a quel punto, il tuo giudizio sull’indagine telefonica?

24_3È ciò che è successo a un nostro conoscente che, sorpreso dalle paradossali e irrazionali domande a cui è stato sottoposto durante una intervista telefonica per rilevare gli ascolti radiofonici, si è rivolto a noi per raccontarci la sua esperienza e per conoscere il nostro parere in merito.

C‘è da sbalordirsi due volte. La prima per il tipo e le modalità dei quesiti posti.

Alcune domande sembrano tendenziose e orientano la risposta.

24_4Le opzioni che sono poste nell’intervista sembrano inesauribili, con la conseguenza che le risposte non saranno più affidate alla propria memoria ma orientate verso i marchi che (magari) l’interlocutore sottolinea con più enfasi.

Viene richiesto di ricordare (neanche fossimo dei computer) quale radio abbiamo ascoltato in diverse fasce orarie nell’ultima settimana, ciò costringe, alla fine, a rispondere in modo casuale e non veritiero.

24_5Infine, prima delle conclusioni e del commiato, sono poste domande incongruenti che non hanno alcuna relazione con gli scopi dell’indagine.

Ma ci si stupisce una seconda volta quando si pensa a come saranno impiegati i dati rilevati.

24_6Come non rimanere perplessi quando si pensa, poi, che le risposte saranno utilizzate per dare una stima del numero degli ascoltatori delle varie emittenti, misura che influirà sul valore in termini economici degli spazi pubblicitari.

Visto il tenore delle interviste abbiamo forti dubbi che i dati raccolti possano essere di qualche utilità, perché non rispecchiano coerentemente e correttamente le tendenze degli ascolti delle radio in Italia.

 

La prossima volta, quando ti proporranno ascolti “favolosi” di radio-emittenti famose o considerate molto popolari, ricordati che “non è tutto oro ciò che luccica”!

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